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"La Diana"
Da La Regione Locarno del 21 febbraio 2005 di
Fausta Pezzoli-Vedova
Diana Vallemaggia, calo dei
camosci catturati
I dati all' assemblea tenutasi
ai Ronchini. Francesco Gilardi nominato presidente

Mondada - Filippini - Gilardi
Il carnet dei cacciatori valmaggesi,
riuniti in assemblea ieri mattina al Centro scolastico dei Ronchini di Aurigeno,
è risultato ancora una volta ben fornito. Fra i principali argomenti posti sul
tavolo dei lavori diretti da Marco Mondada, presidente della Federazione
cantonale di categoria, La drastica diminuzione del numero di camosci catturati
l'anno scorso nel distretto; gli attacchi rivolti alla categoria; le proposte
alla Federazione; le statistiche e infine la nomina, per acclamazione del nuovo
condottiero della Diana di Vallemaggia. Francesco Gilardi, è infatti stato
chiamato a succedere all'attuale presidente Corrado Filippini, che lascia la
carica (e il Comitato) per motivi professionali.
L'articolata relazione del comitato ha messo in luce le principali tematiche che
hanno segnato la stagione di caccia 2004. A cominciare dalla preoccupazione per
la diminuzione delle catture del camoscio (in totale 448 capi, con un calo del
20 per cento rispetto al 2003). Un caso, oppure un segnale d'allarme?
S'interroga la Diana. «Per il momento non siamo in grado di fornire delle
spiegazioni, bisognerà attendere i dati di quest'anno per vedere se verranno
confermati», ha indicato il comitato.
Le segnalazioni giunte dai cacciatori al riguardo non sono per nulla
confortanti: il numero dei camosci in valle sembra essere in netto calo. Alla
luce di questi fatti la Diana invita la Commissione ungulati a volersi chinare
sulla questione. Per quanto concerne il bottino di caprioli (36 capi) e cervi
(14 esemplari) i dati rispecchiano quelli precedenti, anche se per il cervo,
vista la costante crescita di presenze, vi è da attendersi un aumento di
catture. Un po' polemica la questione della caccia al cinghiale, gestita dal
Cantone attraverso battute di guardiacampicoltura. Dopo le consistenti catture
del 2003, il loro numero ha subito un rilevante regresso. La Diana, si chiede il
motivo di queste battute di caccia volte alla sua eliminazione: «visto che
dobbiamo accettare l'arrivo del lupo e della lince, nonostante i danni effettivi
che causano, non vediamo perché non si debba allo stesso modo accogliere il
cinghiale e trattarlo come l'altra selvaggina».
I cacciatori hanno poi preso di mira, stigmatizzandoli, vari attacchi alla
categoria ad opera dei mass-media. Su questo punto non ha usato mezzi termini il
presidente Mondada, sottolineando la necessità di essere uniti poiché: «Siamo
attaccati da polemiche che, se una volta erano sterili, oggi sono molto più
pesanti. Adesso che abbiamo "ricucito "gli strappi degli scorsi anni fra
cacciatori e Dipartimento, ci ritroviamo tutta una serie di attracchi, che non
esito a definire "razzismo"; contro la caccia, il cacciatore e il mondo
venatorio in generale. A confermarlo certe iniziative che mirano all'abolizione
tout-court della caccia e della pesca».
La Società valmaggese con i suoi 315 aderenti (più 13 nel 2004) è la più
numerosa del Cantone, eppure si preoccupa per il calo di giovani aspiranti
cacciatori: Al riguardo si propone di abbassare l'età sia per l'esame (16 anni),
sia per la pratica della caccia (18 anni). In chiusura, le proposte da
indirizzare alla Federazione (tutte accettate): cambiare i confini della bandita
di Quadrella; aprire la bandita fra Moghegno e Lodano; trasportare dei camosci
con l'elicottero e infine, molto discussa, la proposta (Waldo Campana) tendente
a ridurre il numero di catture per il camoscio: 2 esemplari (con corna superiore
ai 18 centimetri), dei quali al massimo un maschio. All'assemblea - presenti i
guardiacaccia della zona e il presidente della "consorella" verzaschese Fabio
Regazzi - sono pure stati presentati i dati statistici relativi all'andamento
della fauna del Distretto.
Da La Regione Locarno del 3 marzo 2005 di
Fausta Pezzoli-Vedova
Quell`odore che salva la vita
In Vallemaggia un
repellente per tenere lontane la selvaggina dalle strade
Quanti sono i capi di selvaggina che vengono
annualmente recuperati morti dai guardiacaccia
nel comprensorio della Vallemaggia ? Troppi.
Globalmente, la statistica relativa al 2004
elaborata dagli addetti ai lavori, ne segnala 174: un
centinaio dei quali finiti sotto le ruote del traffico
locale. Il fenomeno non è nuovo e a preoccupare
è in particolare il costante incremento del
numero di animali travolti sulle nostre strade.
L'argomento è stato trattato anche in occasione
della recente assemblea della Diana di Vallemaggia,
che ha comunicato di aver posato il
mese scorso, una "barriera odorosa" in grado di
frenare
-
a causa dello strano odore emanato
dalle palline di schiuma biodegradabile
- la
corsa dell'animale, che pur proseguendo verso
la carrozzabile lo fa però con più cautela. L'esperimento
ha interessato circa due chilometri della strada cantonale e
in particolare la tratta Maggia-Lodano e la zona dei curvoni di Riveo. Di cosa
si tratta? Sulle piante, ai due bordi della strada, viene distribuita una
schiuma gialla, dalle dimensioni di una pallina da tennis, il cui odore
(sgradevole per gli umani) attira l'attenzione della selvaggina rendendo
l'avanzamento prudente. Un simile esperimento è già stato fatto in altre parti
della Svizzera, con risultati alquanto positivi: dal Canton Berna si segnala una
riduzione dei decessi di circa il 60-80 per cento. ”Noi saremmo soddisfatti se
riuscissimo a ridurli della metà”, dichiarano i cacciatori locali.
Adesso non resta che attendere l'esito dell’ esperimento e se sarà favorevole si
provvederà ad estenderlo lungo tutte le tratte più a rischio. Il costo
dell'operazione (oltre mille franchi per le casse della Diana di Vallemaggia) è
stato inizialmente sostenuto dalla Fondazione selvaggina e ambiente della
Federazione ticinese caccia e pesca. Scorrendo le cifre della statistica 2004 si
constata come negli ultimi dieci anni il numero di caprioli morti in seguito ad
incidente è circa triplicato (20 capi nel 1993, 55 nel 2004: la punta maggiore
la si è avuta nel 2000 con una settantina di decessi). Anche se in cima alla
lista figurano i caprioli, questi non sono gli unici a pagare un contributo alla
motorizzazione; vi sono pure cervi (8), una decina di tassi, qualche lepre,
alcune faine e buon quantitativo di volpi.
Da tempo la Diana s'interrogava su possibili soluzioni per ridimensionare il
fenomeno, tanto che già in occasione dell'assemblea 2001 i cacciatori si erano
pronunciati a favore della posa di impianti acustici e ottici lungo le tratte
più a rischio della cantonale: un intervento di non facile attuazione (e
sicuramente più caro) di quello attualmente sperimentato. Per quanto concerne le
indicazioni inerenti l'andamento della presenza di cervi e caprioli nel
Distretto, il conteggio effettuato l'anno scorso dai guardiacaccia in alta
Vallemaggia (Lavizzara e Rovana) - il controllo si svolge durante una sola notte
- ha permesso di avvistare ben 160 caprioli e 150 cervi. Le valutazioni danno
pure per scontata la presenza in valle di circa 200 stambecchi: in una sola
giornata ne sono stati contati oltre 100 esemplari nella sola regione di Robiei.
Risultati della caccia alta 2004
Comunicato stampa del Dipartimento del
territorio del 30 settembre 2004
Estratto da La Caccia (organo ufficiale della FCTI)
Da martedì 7 a giovedì 23 settembre, con
un prolungo sino a domenica 26 per la caccia al cervo e al cinghiale, circa
2'000 cacciatori hanno praticato la caccia alta che permetteva quest'anno la
cattura per cacciatore di 3 camosci, 7 cervi, 1 capriolo e 2 marmotte, mentre
per il cinghiale non vi era limite di capi. La stagione 2004 è stata
caratterizzata dall'apertura della caccia al camoscio nel Sottoceneri, nei
distretti di Lugano e Mendrisio, limitatamente al periodo dal 7 al 9 settembre.
Il prelievo venatorio è risultato numericamente uno dei migliori degli ultimi
anni, con un totale di 2'599 capi per camoscio, cervo e capriolo (media
quinquennale 98-2002: 2'506 capi). Inoltre sono stati catturati 244 cinghiali.
Per quanto concerne il camoscio, sono stati uccisi 1 '675 capi, di cui 950
maschi e 725 femmine. I capi giovani (1.5 anni) sono stati 556. A sud del Ponte
diga di Melide sono stati abbattuti 11 capi, mentre nel distretto di Lugano, a
nord del Ponte diga, 49 capi. Per gli altri distretti le catture sono riportate
nella tabella e - come avvenuto negli anni precedenti - il distretto con le
maggiori catture è risultato essere quello della valle Maggia. Il numero
complessivo di capi catturati risulta il secondo più elevato da quando esiste la
statistica. Il prelievo di cervi è stato leggermente superiore a quello del
2003, con 632 capi (587 nel 2003). Sono stati abbattuti 195 maschi adulti, 249
femmine, 73 maschi di 1.5 anni (di cui 36 tra il 7 e il 24 settembre) e 115
cerbiatti. La caccia al cervo, sentito il Gruppo di lavoro ungulati, verrà
nuovamente aperta in taluni distretti durante il periodo tardo autunnale. Le
catture, suddivise per distretto, sono presentate nella tabella. Le catture di
capriolo sono diminuite rispetto al 2003 (359 capi), con un totale di 292 capi
(192 maschi e 100 femmine). La diminuzione è dovuta a un minor numero di maschi
abbattuti. Chiuso il distretto di Leventina e parzialmente quello di Blenio, i
distretti con più catture sono risultati essere quelli di Locarno e Lugano. Per
il cinghiale le catture hanno raggiunto un nuovo massimo per quanto attiene al
periodo di caccia alta con 244 capi, principalmente nel distretto di Lugano (113
capi). La caccia verrà di nuovo aperta nei mesi di dicembre e gennaio, allo
scopo di contenere i danni che questa specie occasiona regolarmente in varie
parti del Cantone. Il numero di marmotte abbattute potrà essere stabilito solo
quando saranno rientrati tutti i Fogli di controllo. Si invitano pertanto i
cacciatori a ritornare al più presto all'Ufficio della caccia e della pesca
l'autorizzazione di caccia alta e il relativo Foglio di controllo, come pure le
mandibole dei cervi e dei caprioli abbattuti per la determinazione dell'età. Da
segnalare, oltre a reati minori e a 191 autodenunce (213 nel 2003), anche alcune
gravi infrazioni alla legge venatoria. Evidenziamo infine come i controlli
eseguiti dai guardacaccia hanno portato a denunciare una sessantina d'infrazioni
per la raccolta di funghi.

