La caccia si esercita con un cane, in coppia o anche con una muta (diversi
cani). I segugi devono trovare i selvatici seguendo l`usta lasciata sul terreno,
costringendoli ad abbandonare il loro covo o rifugio e poi inseguirli continuamente fino a
stancarli al massimo.
Non sempre il tipico modo di cercare del segugio (o cane da seguita) dà
l`assoluta certezza di avere scoperto il selvatico. In effetti il cane deve superare
numerosi ostacoli con le sue doti di olfatto, con la sagacia e con la pratica venatoria.
Ne deriva che il terreno irregolare, la rugiada, la polvere delle strade o il traffico
riducano o addirittura addirittura annullino l`indizio della traccia.
Questa traccia si esercita tenendo dapprima i cani al guinzaglio per dare modo i
compagni di battuta di recarsi alle poste prestabilite: in seguito in seguito si sciolgono
i cani indirizzandoli dove si presume che durante la notte il selvatico sia venuto a
pasturare (o cibarsi). Il segugio trovata la pista della selvaggina da pelo, avvisa il
cacciatore abbaiando continuamente, poi con un altro tono di voce la segue quasi
obbligandola a passare vicino ad una posta, dove si trova un cacciatore. L`inseguimento
termina solo se la selvaggina viene abbattuta o se il cane, per fattori particolari,
"perde la pista".
Ci sono segugi che seguono la pista senza abbaiare e solo alla vista del
selvatico fanno sentire la propria voce: si dice allora che il cane è segreto.
Viene chiamato cane di pura lepre il segugio addestrato solo a seguire la
pista della lepre e che non si distrae con emanazioni più forti di altri animali.