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Applicazione dell`etica venatoria e sviluppo delle norme
 

I responsabili del settore della caccia si resero presto conto che l`esercizio venatorio non poteva essere lasciato al beneplacito del singolo e che ogni cacciatore è tenuto a un comportamento che deve valere per tutti, evitando di fare della semplice caccia di carniere, ignorando la protezione dovuta alla selvaggina per mantenere popolazioni di selvatici con effettivi validi e sani. La caccia deve essere esercitata: dominando la passione che è una delle forze trainanti del cacciatore, con ragionevolezza e conoscenza di causa e con la capacità di abbassare il fucile di fronte a certe scelte.

L`etica venatoria trova applicazione pratica nelle seguenti relazioni:

  1. verso se stessi
  2. verso la selvaggina
  3. verso gli altri cacciatori
  4. verso terzi
  5. verso le cose di terzi
bullet1. Verso se stessi

La relazione verso se stessi si riferisce all`acquisizione da parte del singolo cacciatore di una mentalità, frutto della riflessione e dell`onestà, che accetta il dominio della ragione e la necessità di fare delle rinunce. Senza tale preparazione di base il cacciatore avrà delle difficoltà ad accettare i sacrifici che gli vengono richiesti. Egli deve curare la propria formazione, che non concerne unicamente i candidati all`esame di caccia, ma ogni cacciatore. Abituarsi a riflettere prima di agire. Deve educarsi ad usare l`arma con sicurezza, che non è spavalderia, senza il timore che induce la paura.

bullet2.Verso la selvaggina

Il cacciatore deve dare la sua collaborazione nell`assicurare alla selvaggina la dovuta protezione, deve astenersi da azioni contrarie alla legge, che possono nuocere alla salvaguardia delle popolazioni degli animali cacciabili e deve rispettare le specie protette. Quando tira al selvatico deve fare in modo che l`animale venga colpito mortalmente, evitandogli ferite che lo fanno soffrire. Non tirerà al fagiano in pianta o alla lepre al covo. Saprà rinunciare al tiro anche a un animale cacciabile se ritiene che il capo in questione riveste un valore o è di utilità per gli altri animali del branco o della colonia.

bullet3.Verso gli altri cacciatori

Le regole della prudenza e della cortesia sono da osservare in modo da non provocare la reazione degli altri cacciatori, i quali non devono essere unicamente considerati dei concorrenti ai quali si può "soffiare" il selvatico. Sul terreno di caccia rispetterà la precedenze di postazioni già occupate e non intralcerà l`esercizio venatorio altrui. Deve tenere presente che non esistono previlegi e che tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri.

bullet4.Verso terzi

La caccia è esercitata in determinati territori nei quali è dichiarata aperta. Questi luoghi sono frequentabili anche da altre persone esercitanti attività diverse: lavorative, sportive, di controllo, ecc. Buona parte di queste persone, cercano refrigerio e distensione, sono indifferenti o contrarie alla caccia. La presenza del cacciatore alla ricerca della selvaggina può destare moti di simpatia, o di indifferenza, o di avversione. Il comportamento del cacciatore può provocare reazioni con giudizi negativi sulla caccia, se non è conforme a quanto ragionevolmente si può pretendere da lui. Egli deve tenere presente che porta seco un arma che potrebbe essere causa di un incidente, anche mortale. Egli deve maneggiarla dimostrando di essere prudente e preoccupato di non esporre a pericolo, né se stesso, né gli altri. Non si possono permettere atteggiamenti spavaldi. Prima di lasciare partire il colpo dovrà essersi assicurato che il campo di tiro è libero. La prudenza è un`altra qualità indispensabile per il cacciatore. Non va mai dimenticato che ogni giudizio sul cacciatore si riversa immancabilmente sulla caccia in senso generale.

bullet5.Verso le cose di terzi

La patente di caccia non conferisce il diritto di accedere alla proprietà altrui. Del resto, la legge prevede anche divieti speciali per le zone vietate all`esercizio venatorio. Le coltivazioni sono da rispettare. In particolare non si deve fare bersaglio dei beni di terzi, evitando un vandalismo inutile e dannoso alla causa venatoria. Il comportamento riguardo i beni altrui trova le sue radici in un comportamento corretto del cittadino, frutto di riflessione e di educazione civile. La legge penale ne prevede la repressione specialmente se è presente il malanimo.

Riportiamo qui di seguito alcuni consigli di prudenza e di cortesia che rientrano nell`etica venatoria e che contribuiranno a formare un comportamento prudente e corretto.

Consigli di prudenza

Dalle canne del vostro fucile può uscire la morte non solo per il selvatico! .....Siate prudenti!!

  1. Dovete essere al corrente delle date di apertura e mai sparare ad una specie protetta dalla legge.
  2. A parte i momenti in cui entrate in azione di caccia abbiate sempre il fucile aperto e scarico.
  3. Prima di caricare la vostra arma assicuratevi che le canne non siano ostruite da corpi estranei. Se siete caduto, e ciò può capitare, o se la vostra arma si è conficcata nel terreno, dovete avantutto constatare se le canne sono rimaste pulite all`interno.
  4. A caccia la maggior parte degli infortuni non succederebbero se i cacciatori fossero assolutamente certi del bersaglio che hanno davanti prima di premere il grilletto. Dunque non mirare e ancora a maggior ragione non sparare, che a ciò che si vede perfettamente.   Non si deve mai puntare un` arma, anche se scarica, verso un bersaglio che non si ha l`intenzione di colpire.
  5. Per chiudere il fucile dopo averlo caricato dovete muovere il calcio non le canne, che devono restare costantemente puntate verso il suolo.
  6. Adottate come regola di non mai utilizzare la sicurezza che si trova sul vostro fucile. Quando siete tentati di spingerla, aprite l`arma e scaricatela; è più sicuro.
  7. Non scavalcate mai un ostacolo, non passate mai attraverso due fili di ferro, non saltate mai un fosso, con un` arma carica in mano. È un modo di fare estremamente pericoloso e può causare gravi incidenti.
  8. Manovrate sempre l`arma come se fosse carica, anche se siete sicurissimi che non lo è. Agite cioè sempre con la massima prudenza.
  9. Ricordate che in casa e in vettura non devono che armi scariche. Meglio ancora: smontate.
  10. Quando un fucile non viene usato deve essere smontato e riposto con cura. Se ci sono bambini in casa, armi e munizioni non devono mai essere posti le une vicino alle altre, ma sempre in luoghi separati.

Consigli di cortesia

Un po`di galateo sul terreno di caccia.

  1. Sul terreno di caccia voi non dovete sparare che al "vostro" selvatico, cioè a quello che avete  scovato e che risulta a vostra portata. Non avete evidentemente nessun diritto, anche se siete un tiratore scelto, di "soffiare" il selvatico al quale stava per tirare un altro cacciatore o che da questi era palesemente scovato e seguito.
  2. Non raccogliete un capo di selvaggina abbattuto da altri. Se vi capitasse di raccoglierlo, provvedete a consegnarlo a colui o a colei che lo ha ammazzato.
  3. Può capitare che il cane di un altro cacciatore si metta in ferma nel settore che state esplorando. Non avete in nessun caso il diritto di servirvi del cane di cui non siete il padrone. Se il proprietario ha perso di vista il suo cane, ciò che del resto rappresenta una manchevolezza, informatelo il più presto possibile.
  4. Non dimenticate che la caccia è esercitata in un ambiente oggetto di protezione ecologica e la selvaggina fa parte dello stesso. Il cacciatore deve perciò essere conscio di questa realtà.

Più la vita della società diventa complessa, più sono le leggi che regolano la vita dei cittadini. La legge è un chiaro indirizzo per il loro modo di agire e di comportarsi. In materia venatoria abbiamo un regime particolare, in quanto il diritto di caccia è di spettanza cantonale, mentre lo Stato centrale confederale ha la facoltà di legiferare in materia, facendo da supervisore per gli Stati confederati. Da qui certe norme che valgono per tutti, mentre i Cantoni possono essere più restrittivi solo in materia di esercizi venatori. La Confederazione riversa nelle sue disposizioni gli accordi di confine internazionale firmati (vedi divieto di caccia a certi uccelli di passo) con effetti contrastanti per quei Cantoni che hanno tradizioni venatorie di ordine diverso. In genere, si afferma che il cacciatore è tradizionalista, mentre la legge deve muoversi al passo con i tempi. E cosi, volenti o nolenti, si deve agire secondo quanto viene deciso in altra sede e non si può fare altrimenti. Il candidato al certificato di idoneità alla caccia deve seguire con senso concreto gli sviluppi legislativi ed essere aggiornato su quanto si muove nel settore della vita pubblica.

 

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