Il Cantone Ticino fa parte degli Stati cantonali che hanno adottato il
sistema della caccia a patente, in linea di principio accessibile a ogni cittadino e che,
secondo un certo modo di sentirla, è detta anche caccia democratica, o popolare. Ciò non
significa che il suo esercizio è semplicemente affidato all`iniziativa del singolo e che
al cacciatore è riconosciuta una particolare libertà. Occorre per contro mettere in
evidenza, che proprio per questo suo carattere di apertura, è chiesto al cacciatore un
autocontrollo, perché laddove vige il sistema della caccia a patente il numero dei
cacciatori è più elevato che dove è instaurato il sistema della caccia a riserva.
In Svizzera vi sono Cantoni nei quali la scelta del sistema di caccia è stata
oggetto di contrasti, poiché con l`introduzione del sistema a riserva si dava vita a un
regime di una caccia limitata alla cerchia degli affittuari con l`esclusione di chi
volentieri avrebbe imbracciato il fucile. Si rimprovera a tale regime di essere
esclusivista e, in genere, di ricordare un poco il feudalesimo. Infatti, chi non trova
accoglienza tra i beneficiari del permesso di cacciare deve fare la fila.
D`altra parte, con il regime della riserva si facilita il controllo
dell`esercizio venatorio e si può più facilmente organizzare battute e gestire la
selvaggina. Il rapporto fra coloro che esercitano la caccia a riserva è più stretto e
diretto da un forte vincolo associativo. L`esercizio venatorio basato sulla patente pone
allo stato un impegno più rilevante di vigilanza e rende più difficile una caccia
organizzata.
Il cacciatore a patente, anche se si trova a contatto con gli altri nelle società di
caccia, rimane più individualista. È quindi evidente che la gestione della selvaggina
dipende dal modo di concepire la caccia da parte del cacciatore e soprattutto dalla
coscienza venatoria del singolo, che assume cosi una specifica responsabilità.
Da qui l`importanza di un`educazione al comportamento corretto e responsabile
del singolo, che è giudice di se stesso e che, con il suo modo di agire, può influire
negativamente sulla selvaggina che, in effetti, è affidata alle sue cure, proprio perché
da lui cacciata. Un serio motivo per riflettere prima di tirare al selvatico. Egli deve
inoltre essere un osservatore attento alla presenza della selvaggina, onde comprenderne i
bisogni e lo stato in un determinato momento. Caccia a patente significa perciò una
facilitazione, della quale occorre tuttavia usarne senza abusarne.