Distribuzione e habitat
Nel nostro cantone il camoscio è ben distribuito soprattutto nel Sopraceneri,
mentre nel Sottoceneri ci sono due insediamenti. Il primo nella regione del Monte Tamaro
che un tempo costituiva la continuazione naturale delle popolazioni orientali (Val
Morobbia). Le strade sul Ceneri hanno poi creato una parziale barriera geografica e la
popolazione del Tamaro è rimasta relativamente isolata espandendosi poi verso il Monte
Lema e l`Italia (Val Veddasca). L`isolamento di questa popolazione ha evidenziato
caratteri particolari nel colore e nella struttura del trofeo.
L`altro insediamento nel Sottoceneri è quello del Monte Generoso (e Val
d`Intelvi in Italia), frutto di un lancio effettuato tra il 1964 e il 1965. Anche questo
popolamento è in espansione e si possono osservare esemplari anche a nord verso il
Sighignola.
Il camoscio vive in regioni montuose, predilige la fascia boscosa ma, se non
disturbato, può vivere nei pascoli d`altitudine, oppure può scendere nei fondovalle a
basse quote, come lo prova la presenza di camosci sulle rive del Lago Maggiore a 200 m di
altitudine e in molte zone a 400/500m. Si noti che fin verso il 1950 in Ticino l`habitat
più frequentato era il pascolo d`altitudine: i camosci erano esili, rossastri: i
cosiddetti "cimaroli" Lo sviluppo economico del Cantone ha portato all`abbandono
dello sfruttamento della montagna, favorendo il reinsediamento del bosco in molte valli
ticinesi e diminuendo il disturbo da parte dell`uomo. Ciò ha favorito un`aumento numerico
del camoscio che ha potuto sviluppare in pieno le sue caratteristiche corporee: più
massiccio, più scuro e con corna più grosse: il "boschirolo"

Aspetto morfologico
Dimensioni
Il camoscio è un animale di taglia media e i dati sulle dimensioni
corporee raccolti in Ticino durante i controlli dei capi abbattuti durante la stagione
venatoria, concordano con quelle di altre regioni della Svizzera. La lunghezza del corpo
varia fra i 120 - 125 cm; l`altezza della spalla è di 82 - 84 cm; la lunghezza della
zampa posteriore è di circa 36 cm mentre la coda misura 7 cm. A seconda dello sviluppo
del camoscio questi valori possono subire delle leggere variazioni.
Il peso è invece un parametro biometrico più variabile, a seconda
della regione e della costituzione della popolazione; inoltre presenta una variazione
significativa in funzione dell`età e del sesso, in particolare durante i primi anni di
vita. Gli anzelli in settembre pesano in media fra i 16 - 17 kg. Camosci di 2,5 anni
pesano in media sui 21 kg i maschi e 18 kg le femmine (pesi eviscerati). Per le femmine
con più di 3 anni il peso si aggira tra i 19 e i 21 kg, talvolta anche fino a 27 - 30 kg,
mentre i maschi più grossi sono quelli fra i 5 e i 9 anni (in media sui 27 kg ma anche
fino a 35 - 37 kg).

Mantello
Il camoscio possiede tre tipi di pelo; un corto pelo lanoso molto
fitto in inverno, a contatto con la pelle; peli più lunghi e ondulati di colore
giallastro che costituiscono la maggior parte del pelo estivo, e peli lunghi e diritti, i
più esterni nerastri, abbondanti in inverno. Questi tre tipi di pelo vengono
completamente cambiati 2 volte all`anno. La muta primaverile in maggio - giugno fornisce
un mantello "leggero" e di colore grigio-rossastro; la muta invernale avviene in
settembre-ottobre e fornisce un mantello "pesante" e quasi nero sul quale spicca
in modo particolare il disegno facciale bianco. I maschi presentano sulla linea mediana
della schiena una striscia di lunghi peli neri che durano un anno (non subiscono muta
autunnale); questa "criniera" viene eretta in caso di allarme o per imporsi ai
rivali nella stagione degli amori. Nei maschi oltre i 5 anni appare ben visibile un ciuffo
di peli all`estremità del pene: il "pennello", che può raggiungere una
lunghezza attorno ai 10 cm.
Testa
La testa si distingue per il disegno facciale bianco, le corna e le
ghiandole retrocornali, caratteristica peculiare e unica del camoscio. Quest`ultime si
trovano dietro le corna e nel maschio durante il periodo degli amori, si gonfiano e
secernono un liquido molto denso, grasso, scuro e dall`odore molto forte. Sfregando le
corna contro gli arbusti i maschi marcano il territorio con il loro odore. In estate
queste ghiandole diventano molto piccole e quasi impercettibili.

Corna e determinazione dell`età
Le corna dei maschi adulti si differenziano da quelli delle femmine in quanto
sono più arcuate nella parte terminale e sono più massicce alla base. Generalmente sono
anche più divaricate al loro apice. Bisogna tuttavia notare che la variabilità
individuale è talvolta importante ed è sovente utile verificare anche con altri criteri,
struttura del corpo o comportamento, il sesso dell`animale che si sta osservando.
Alla nascita i camosci sono senza corna, tuttavia già nel primo anno incomincia
la crescita di un perno osseo che viene ricoperto da una sostanza scura e dura simile alle
unghie.



La crescita di questo astuccio corneo, si interrompe in inverno.
Quando riprende in primavera si nota un solco o una scanalatura, più netta a partire dal
terzo inverno. Questi solchi servono a determinare l`età dell`animale. Se il capretto
passa il primo inverno senza malattie e ben nutrito il primo solco non si vede (caso più
frequente); ciò può verificarsi anche al secondo inverno. La maggior parte della
crescita avviene nei primi tre anni e l`allungamento massimo generalmente durante il
secondo anno (vedi figure). Analogamente le femmine mostrano accrescimenti brevi o corna
fragili e rovinate quanto più soffrono durante il periodo del parto e dell`allattamento.

Dentizione e determinazione dell`età
Alla nascita il camoscio presenta solo denti di latte e la sua
dentatura definitiva (32 denti) la raggiunge dai 3 ai 4 anni. Nella mascella inferiore si
hanno su ogni lato: 3 incisivi, 1 canino modificato (posto subito dopo gli incisivi), 3
premolari e 3 molari. Sulla mascella superiore sono assenti gli incisivi e i canini; si
hanno dunque unicamente 3 premolari e 3 molari.
Formula dentaria
0
0 3
3
I C
P M
x 2 = 32 denti
3
1
3
3
A 4 mesi
Dentatura di latte: 4 incisivi (il quarto è un canino modificato);
3 premolari di latte (il terzo premolare inferiore è caratteristico e formato da 3
creste) e 1 molare.
A 1 anno e 4 mesi
Il primo paio di incisivi è cambiato; i premolari sono ancora di
latte e consumati; sono ben visibili i due molari definitivi.
A 2 anni e 4 mesi
Il secondo paio di incisivi è cambiato (talvolta anche il terzo è
in crescita); i premolari sono appena stati cambiati e il terzo premolare presenta solo
una cresta, il terzo molare definitivo è in crescita.
A 3 anni e 4 mesi
Generalmente è ancora presente il quarto paio di incisivi di
latte; tutti gli altri denti, tre premolari e tre molari sono definitivi. Tuttavia in settembre
certi individui possono avere già la dentizione definitiva. Infatti il quarto paio di
incisivi può cambiare fra i 38 e i 44 mesi di età. A 4 anni e 4 mesi la
dentatura è sicuramente completa con: 4 incisivi, 3 premolari e 3 molari

Particolarità morfologiche e fisiologiche
Il camoscio fa parte degli Ungulati ed appoggia sul terreno solo 2
dita. La principale difesa del camoscio dai predatori è la fuga, perciò nel corso
dell`evoluzione è stato favorito il carattere dell`allungamento della zampa per correre e
balzare con efficacia. Questo è stato ottenuto allungando molto le ossa della mano e del
piede e appoggiando sul terreno solo due unghie particolarmente robuste (zoccoli). Le due
unghie a metà garretto sono il residuo di due dita un tempo sviluppate. Gli zoccoli sono
gommosi, favoriscono dunque la presa sulle rocce e possono allargarsi mettendo in evidenza
una membrana che li unisce. La superficie d`appoggio così allargata è molto utile per
camminare sulla neve. Le tracce si riconoscono per la loro forma concava e aperta.

L`apparato digestivo del camoscio è quello tipico dei ruminanti
che permette di passare due volte l`erba in bocca per rendere più efficace la digestione
e l`assorbimento delle sostanze nutritive; la dentatura e lo stomaco sono specializzati a
questo scopo. L`alimento principale del camoscio durante la bella stagione è l`erba
(numerose specie); mentre d`inverno a seconda delle disponibilità alimentari, può
consumare anche parti di arbusti o di giovani alberi senza tuttavia recare gravi danni
alla foresta.
Tutti i sensi: udito vista e olfatto, sono molto sviluppati e
vengono accentuati dal comportamento dell`animale. La presa di posizione su creste o punti
esposti gli permette infatti di fruttare appieno la vista e l`olfatto. Il camoscio emette
anche dei suoni, in particolare i fischi, prodotti attraverso il naso e utilizzati sovente
in caso di pericolo. Il belato viene prodotto dal maschio nel periodo degli amori o dalla
femmina quando richiama il piccolo.
Ecologia
Utilizzazione e occupazione dello spazio
L`utilizzazione e l`occupazione dello spazio da parte del camoscio
è variabile e può dipendere da vari fattori quali ad esempio l`habitat in cui vive, la
stagione, le disponibilità alimentari, lo sviluppo sessuale o ancora il sesso degli
individui. A seconda della stagione si osservano movimenti altitudinali. Dove è infatti
possibile il caso di forti nevicate il camoscio si abbassa ad altitudini meno elevate, in
particolare all`interno del bosco. In generale durante il periodo invernale predilige i
versanti esposti a sud dove la neve rimane solo per brevi periodi. Durante le altre
stagioni la ripartizione degli animali è più omogenea. La superficie utilizzata da ogni
singolo individuo può essere variabile ma in generale vengono occupati da 1 a 2 kmq.
Utilizzazione del tempo
In estate i camosci sono attivi dall`alba alla prima mattina e alla
fine del pomeriggio fino al tramonto. Il resto del giorno ruminano e si riposano
generalmente in luoghi freschi. Durante il periodo degli amori, in novembre-dicembre, in
particolare i maschi sono attivi su tutto l`arco della giornata per mantenere il controllo
sulle femmine e scacciare eventuali rivali. Durante i mesi invernali si osserva un picco
di attività a metà giornata. Esperimenti con individui muniti di radiotrasmittenti hanno
pure messo in evidenza un`attività durante le ore notturne, in particolare in notti di
luna piena. Grosso modo il camoscio suddivide il suo tempo fra alimentazione (ca. 50% del
tempo), riposo (dal 20 al 28%) e movimento (dal 13 al 18%).
Comportamento sociale
Una caratteristica importante del comportamento sociale del
camoscio è la formazione di gruppi dello stesso sesso e la flessibilità che esiste nelle
associazioni di individui e nella consistenza dei gruppi. Durante il periodo degli amori i
gruppi sono misti mentre dopo la nascita dei piccoli si osservano raggruppamenti di
femmine con i loro giovani. Pure molto frequente è l`osservazione di gruppi di 3
individui (femmina, piccolo e femmina di un anno). I maschi di 1 anno formano spesso
gruppetti e sovente si allontanano dal territorio dove sono cresciuti per non più
tornarvi.

Comportamento sessuale
Il ciclo sessuale inizia con il periodo degli amori in
novembre-dicembre, quando i maschi occupano un territorio e cercano di attirarvi e
mantenervi un gruppo di femmine. Le femmine hanno un periodo di gestazione che varia da
165 a 185 giorni e i piccoli nascono da aprile a maggio. Durante questo periodo le femmine
si separano ed ognuna va in un luogo nascosto a partorire. Di norma nasce un solo piccolo
per volta e una femmina può avere dei piccoli anche fino a 15 anni, ma non partorisce
necessariamente tutti gli anni. I capretti seguono subito la madre e rimangono con lei
fino all`anno seguente e sovente le giovani femmine rimangono con la madre anche fino a 2
anni.
Dinamica delle popolazioni
La dinamica di popolazione di una specie si basa sui suoi
effettivi, sulla struttura delle classi di età e sul rapporto fra i sessi. In Ticino
negli ultimi decenni si è assistito a un aumento degli effettivi di camoscio per vari
fattori quali ad esempio: l`aumento del territorio a loro disposizione a causa
dell`abbandono dell`agricoltura di montagna, la mancanza di nemici naturali e un clima
invernale propizio che riduce di molto la mortalità. Attualmente si può affermare che il
camoscio occupa tutto il territorio disponibile. La caccia annovera tuttavia un numero
sempre maggiore di cacciatori con armi perfezionate e con disponibilità finanziarie tali
da permettere una caccia più comoda. Tutto ciò comporta un prelievo massiccio sulla
popolazione che deve essere regolato per evitare scompensi nelle classi di età (cattura
di troppi maschi adulti) o nella ripartizione fra i sessi (catture troppi maschi).
In una popolazione naturale il rapporto fra i
sessi è già generalmente a favore delle femmine e questo rapporto viene
ulteriormente squilibrato se nei prelievi venatori non si raggiunge un rapporto fra i
sessi paritario. La modifica del rapporto fra i sessi a favore delle femmine può avere
delle conseguenze negative sulla popolazione come ad esempio: