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CERVO

(Cervus elaphus)

 

Distribuzione e habitat

I primi cervi osservati nel Cantone Ticino, dopo la loro scomparsa, risalgono agli anni fra il 1910 e 1920. Entrarono nel nostro Cantone attraverso i Passi del Lucomagno, dell`Oberalp e del S.Gottardo provenienti dal Cantone dei Grigioni, e popolarono la Valle di Blenio la Valle Bedretto e la Leventina. Con il passare degli anni la popolazione dei cervi in Ticino è aumentata e attualmente questo ungulato ha colonizzato con densità più o meno elevate le valli Bedretto, Leventina e Blenio, il bellinzonese e il Luganese. Effettivi meno consistenti sono invece presenti in altre parti del Cantone. Più sfavorite risultano le valli con i versanti ripidi, come la Maggia, la Verzasca, le Centovalli ecc. Anche nel Malcantone e nel Mendrisiotto gli effettivi sono ancora limitati.

Il cervo è originario dei boschi umidi situati lungo i corsi d`acqua (boschi di golena), ma si é ben adattato a tutti i nostri tipi di foresta. Lo troviamo infatti dalla pianura fin al di sopra del limite del bosco. Gran parte dei cervi delle nostre regioni mostra un comportamento di tipo migratorio che può avvenire in modo verticale o dal fondo verso l`imbocco di una valle. Le zone di svernamento vengono abbandonate verso fine aprile per recarsi sui pascoli alpini dove trascorrerà tutta l`estate. Il ritorno è previsto dall`inizio di ottobre, a seconda delle condizioni climatiche e delle attitudini individuali.

Aspetto morfologico

Dimensioni e aspetto

Il cervo è il più grosso degli ungulati presenti nel nostro Cantone e il dimorfismo sessuale negli adulti è evidente, sia nelle dimensioni del corpo sia per la presenza dei palchi nei maschi.

Palchi e determinazione dell`età

Le corna (termine che significa fatte di sostanza cornea) del cervo non sono vere "corna" ma sono costituite da un vero osso, sono dunque materia viva. Esse vengono perciò chiamate palchi e sono una caratteristica della famiglia dei Cervidi. I palchi, quindi anche quelli del capriolo, cadono e ricrescono ogni anno e sono gli ormoni sessuali che regolano questo fenomeno. Il cervo li perde fra gennaio e aprile e ricrescono fra marzo e luglio. Durante la crescita sono ricoperti da una peluria ricca di vasi sanguigni (il basto o velluto) atta al trasporto delle sostanze costituenti il futuro trofeo. Sotto il basto si svilupperà dapprima l`impalcatura che verrà successivamente consolidata. I punti di crescita, come una pianta, si trovano sulle punte dei palchi. Quando i palchi sono completamente sviluppati la membrana pelosa che forma il basto muore. Normalmente la crescita del trofeo dura circa 4 mesi e il palco viene pulito dal basto, mediante sfregamento, contro piante, sassi ecc., dalla fine di giugno all`inizio di agosto.

I palchi sono cosi pronti per il periodo degli amori, durante il quale rappresentano un segno di potenza, di rango sociale e non da ultimo un`arma per le lotte tra rivali. Benché maestosi, molto raramente possono causare gravi ferite ai rivali, in quanto le reciproche diramazioni fermano le terribili punte. La crescita del trofeo dipende dalla costituzione dell`animale, dalla quantità e qualità del cibo, dal clima e dal rango sociale. Dal numero di punte non si può risalire all`età dell`animale! Fino a 1,5 anni si può stimare con sufficiente precisione l`età basandosi unicamente sul trofeo. Infatti, di regola, alla scadenza del primo anno di vita il maschio forma due palchi senza diramazioni e senza rosa (l`animale prende il nome di fusone). In seguito non è più possibile determinare l`età del cervo sulla base del trofeo in quanto anche un animale di due anni può avere più diramazioni. Dopo circa 10-12 anni di vita un maschio avrà superato l`apice della sua forza vitale ed inizierà a formare palchi più deboli e con meno punte. È a questo punto che aumenteranno le possibilità di formare un trofeo senza diramazioni e per questo più pericoloso durante le lotte amorose.

Dentizione e determinazione dell`età

L`età dei cervi viene determinata fino a due anni e mezzo tramite la sostituzione della dentizione di latte, ed in seguito tramite il consumo. Si possono dunque distinguere tre classi:

Formula dentaria

     o     1      3     3
1        C      P       M          x 2   = 34 denti
     3       1       3       3
 
  1. Nel cerbiatto la dentizione di latte si compone di 22 denti. Nella mandibola inferiore abbiamo 3 incisivi, 1 canino (attaccato agli incisivi e chiamato anche "falso incisivo") e 3 premolari. Caratteristico è il terzo premolare con 3 creste. La mascella inferiore misura in media 19 cm.
  2. Ad un anno di età (fusone o cerva) è stato cambiato il primo incisivo e talvolta il secondo è in crescita. Appaiono inoltre due molari definitivi. Il terzo premolare ha sempre tre creste.
  3. Nel cervo adulto (maggiore di due anni) sono cambiati tutti gli incisivi e i premolari, il terzo premolare presenta solo due creste e sono presenti 3 molari definitivi. La mascella inferiore misura in media dai 26 ai 31 cm.

Particolarità morfologiche e fisiologiche

Il cervo fa parte degli Ungulati e appoggia due zoccoli sul terreno. La traccia è riconoscibile per forma, a pinza e rinchiusa sul davanti, e dimensioni, nettamente maggiori nel maschio adulto (ca. 7-9 cm di lunghezza). L`impronta della zampa posteriore è inoltre sempre maggiore di quella dell`arto anteriore.

Lo sterco generalmente a forma di ghianda, prende una forma differente a seconda della stagione, del sesso e dell`età. Quello del maschio in inverno presenta una parte anteriore a punta e una parte posteriore concava. quello della femmina ha una forma più irregolare. Durante la primavera lo sterco e molle.

I sensi del cervo sono sviluppati, in particolare l`udito e l`olfato. Ha inoltre una buona capacità di prevedere e giudicare le situazioni. Sovente rimane immobile anche al passaggio di persone a pochi metri dal luogo in cui è masso.

Le emissioni vocali sono particolarmente importanti nei maschi durante il periodo autunnale degli amori con il bramito. Anche la femmina e il piccolo producono dei suoni. L`apparato digerente è quello tipico dei ruminanti e il cibo passa due volte in bocca per la masticazione. Il suo nutrimento varia a seconda della stagione e durante l`estate si accontenta principalmente di erbe mentre durante l`inverno può consumare anche gemme, cortecce e causare talvolta dei danni alle piante.

Ecologia

Utilizzazione dello spazio

Nel cervo in modo particolare nella zona alpina, si osserva un`utilizzazione differenziata del territorio a seconda della stagione; questo è stato messo in evidenza anche in Ticino nel corso di uno studio che ha utilizzato la tecnica della radio telemetria per seguirne gli spostamenti. In particolare nella parte settentrionale del Cantone sono stati osservati movimenti nelle aree di soggiorno estive a quelle invernali. Ad esempio i cervi della Val Canaria e della Val Bedretto si spostano nella media Leventina (Sobrio, Faido, Calonico) mentre quelli di Campo Blenio e Ghirone possono svernare nella media Blenio. I cervi muniti di radiocollare per più di un anno hanno mostrato movimenti tradizionali, cioè il tragitto ed il periodo di spostamento osservati nel primo anno si sono in seguito ripetuti.normalmente ci sono anche molti individui che rimangono tutto l`anno nella medesima regione, ad esempio individui che vivono a basse quote nel Bellinzonese o Sottoceneri, o effettuano movimenti verticali. Spostamenti sono pure possibili oltre confine, rispettivamente dalla Val Bedretto verso il Vallese e dall`alta Blenio verso il Grigioni.

Definire la superficie individuale utilizzata è difficile in quanto dipende dal periodo preso in considerazione dallo studio e da eventuali movimenti migratori La superficie giornaliera  occupata è di solito ridotta e inferiore a 1 kmq per le femmine. Altri studi indicano valori fino a 8 Kmq per i maschi e inferiori ai 4 Kmq per le femmine. Da altre ricerche avvenute nei Grigioni sarebbero i giovani maschi a rompere la tradizione colonizzando per primi nuovi territori. Anche i maschi adulti, in particolare nel periodo degli amori, possono effettuare spostamenti di più Km per raggiungere zone particolarmente favorevoli e dove soggiornano le femmine.

Utilizzazione del tempo

Il cervo in origine era un animale che si osservava sovente durante le ore diurne. Tuttavia a causa dei disturbi è diventato attivo prevalentemente durante le ore notturne. All`imbrunire e durante tutta la notte esce sui prati o sui pascoli alpini per nutrirsi, mentre all`alba ritorna nel folto della vegetazione. Durante il giorno preferisce restare nascosto a ruminare nella boscaglia, in zone ombreggiate.

Comportamento sociale

Il cervo è un animale sociale. La composizione dei branchi non è fissa e varia a seconda della stagione. I gruppi più numerosi si formano in inverno fino alla migrazione primaverile oppure durante il periodo degli amori, mentre in estate i gruppi che si osservano con maggiore frequenza sono composti da 1 o 2 femmine accompagnate dalla femmina dell`anno precedente e dai piccoli dell`anno. In questo periodo è pure possibile osservare piccoli gruppi di soli maschi.

Comportamento sessuale

La stagione riproduttiva inizia dopo la metà di settembre con il periodo degli amori. I maschi sono particolarmente attivi per impossessarsi e mantenere un branco di femmine. Essi dimostrano la loro forza e imponenza con bramiti, con un comportamento e un`andatura imponente e con lo sfregamento di alberi e rami con le corna. Il collo si gonfia e si copre di lunghi peli che formano la criniera. Generalmente queste forme di dimostrazione di forza sono sufficienti per intimidire e allontanare il rivale. Se ciò non è il caso, dopo un certo numero di atteggiamenti ritualizzati, si arriva al combattimento che raramente provoca ferimenti nei contendenti. È durante questo periodo che i maschi non toccano praticamente cibo ( un maschio dominante può perdere dai 15 ai 20 Kg di peso), e i sensi più sviluppati (udito e odorato) sono acuti.

Dopo un periodo di gestazione di 33 - 34 settimane, nel mese di giugno la femmina partorisce di regola un solo piccolo. Durante il parto e le prime due settimane dell`allattamento si isola generalmente dal gruppo e rimane in luoghi tranquilli. Come nel capriolo il piccolo rimane nascosto e la madre lo raggiunge più volte al giorno per allattarlo. Il mantello del cerbiatto alla nascita è punteggiato e risulta particolarmente mimetico. La punteggiatura può già scomparire in autunno (all`inizio della stagione venatoria). Il cerbiatto rimane con la madre durante l`inverno e sovente le femmine seguono la madre anche l`anno seguente. I giovani maschi si riuniscono invece in gruppi. Le femmine possono già essere coperte ad un anno e mezzo di età ed avere dunque il loro primo piccolo a due anni Da notare come le parti avvengono di regola dopo la migrazione primaverile, ciò risparmia al piccolo appena nato la fatica dovuta allo spostamento e nel contempo offre alla femmina allattante cebo ricco di sostanze nutritive rappresentato dai germogli.

Dinamica delle popolazioni

La dinamica della popolazione di cervi in Ticino è caratterizzata da un`espanzione degli effettivi, sia dal punto di vista dell`occupazione di nuovi territori sia come aumento numerico in determinate zone. La popolazione nelle valli di Blenio, Leventina e Bedretto viene seguita con conteggi primaverili, effettuati con l`ausilio di fari mobili. In questo periodo i cervi sono ancora raggruppati e concentrati nei prati a medie e basse altitudini. Si può quindi desumere che si riesca a vedere una buona parte della popolazione. Queste uscite notturne hanno permesso di avvistare in una sola notte (1993), 944 cervi (672 in Leventina e 272 in Blenio). La cifra reale in queste due valli sarà dunque più elevata e si calcola che agli effettivi osservati bisogna aggiungere una percentuale di capi (dal 20 al 40%) che a causa della topografia della zona non hanno potuto essere osservati. Il rapporto fra i sessi è in generale in favore delle femmine (1 : 1.5-3) e la differenza viene maggiormente accentuata da un prelievo venatorio disproporzionato che predilige l`abbattimento del cervo maschio. Le femmine possono partorire la prima volta a due anni, di regola hanno un piccolo ogni anno e possono riprodursi con successo fino a 10 anni. Per il cervo si calcola un incremento annuo del 30% rispetto agli effettivi primaverili della popolazione.

Relazioni inter specifiche

Il cervo nel nostro Cantone non ha praticamente nessun nemico naturale e determinante risulta quindi il prelievo venatorio. La mortalità è generalmente causata da incidenti, con auto o treni, nel periodo invernale o primaverile. Grazie ai loro movimenti migratori e alla loro forza raramente hanno problemi a causa delle nevicate.

 

 

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