- Nel cerbiatto la dentizione di latte si compone di 22 denti.
Nella mandibola inferiore abbiamo 3 incisivi, 1 canino (attaccato agli incisivi e chiamato
anche "falso incisivo") e 3 premolari. Caratteristico è il terzo premolare con
3 creste. La mascella inferiore misura in media 19 cm.
- Ad un anno di età (fusone o cerva) è stato cambiato il primo
incisivo e talvolta il secondo è in crescita. Appaiono inoltre due molari definitivi. Il
terzo premolare ha sempre tre creste.
- Nel cervo adulto (maggiore di due anni) sono cambiati tutti gli
incisivi e i premolari, il terzo premolare presenta solo due creste e sono presenti 3
molari definitivi. La mascella inferiore misura in media dai 26 ai 31 cm.

Particolarità morfologiche e fisiologiche
Il cervo fa parte degli Ungulati e appoggia due zoccoli sul
terreno. La traccia è riconoscibile per forma, a pinza e rinchiusa sul davanti, e
dimensioni, nettamente maggiori nel maschio adulto (ca. 7-9 cm di lunghezza). L`impronta
della zampa posteriore è inoltre sempre maggiore di quella dell`arto anteriore.

Lo sterco generalmente a forma di ghianda, prende una forma
differente a seconda della stagione, del sesso e dell`età. Quello del maschio in inverno
presenta una parte anteriore a punta e una parte posteriore concava. quello della femmina
ha una forma più irregolare. Durante la primavera lo sterco e molle.
I sensi del cervo sono sviluppati, in particolare l`udito e
l`olfato. Ha inoltre una buona capacità di prevedere e giudicare le situazioni. Sovente
rimane immobile anche al passaggio di persone a pochi metri dal luogo in cui è masso.
Le emissioni vocali sono particolarmente importanti nei maschi
durante il periodo autunnale degli amori con il bramito. Anche la femmina e il piccolo
producono dei suoni. L`apparato digerente è quello tipico dei ruminanti e il cibo passa
due volte in bocca per la masticazione. Il suo nutrimento varia a seconda della stagione e
durante l`estate si accontenta principalmente di erbe mentre durante l`inverno può
consumare anche gemme, cortecce e causare talvolta dei danni alle piante.
Ecologia
Utilizzazione dello spazio
Nel cervo in modo particolare nella zona alpina, si osserva
un`utilizzazione differenziata del territorio a seconda della stagione; questo è stato
messo in evidenza anche in Ticino nel corso di uno studio che ha utilizzato la tecnica
della radio telemetria per seguirne gli spostamenti. In particolare nella parte
settentrionale del Cantone sono stati osservati movimenti nelle aree di soggiorno estive a
quelle invernali. Ad esempio i cervi della Val Canaria e della Val Bedretto si spostano
nella media Leventina (Sobrio, Faido, Calonico) mentre quelli di Campo Blenio e Ghirone
possono svernare nella media Blenio. I cervi muniti di radiocollare per più di un anno
hanno mostrato movimenti tradizionali, cioè il tragitto ed il periodo di spostamento
osservati nel primo anno si sono in seguito ripetuti.normalmente ci sono anche molti
individui che rimangono tutto l`anno nella medesima regione, ad esempio individui che
vivono a basse quote nel Bellinzonese o Sottoceneri, o effettuano movimenti verticali.
Spostamenti sono pure possibili oltre confine, rispettivamente dalla Val Bedretto verso il
Vallese e dall`alta Blenio verso il Grigioni.
Definire la superficie individuale utilizzata è difficile in
quanto dipende dal periodo preso in considerazione dallo studio e da eventuali movimenti
migratori La superficie giornaliera occupata è di solito ridotta e inferiore a 1
kmq per le femmine. Altri studi indicano valori fino a 8 Kmq per i maschi e inferiori ai 4
Kmq per le femmine. Da altre ricerche avvenute nei Grigioni sarebbero i giovani maschi a
rompere la tradizione colonizzando per primi nuovi territori. Anche i maschi adulti, in
particolare nel periodo degli amori, possono effettuare spostamenti di più Km per
raggiungere zone particolarmente favorevoli e dove soggiornano le femmine.
Utilizzazione del tempo
Il cervo in origine era un animale che si osservava sovente durante
le ore diurne. Tuttavia a causa dei disturbi è diventato attivo prevalentemente durante
le ore notturne. All`imbrunire e durante tutta la notte esce sui prati o sui pascoli
alpini per nutrirsi, mentre all`alba ritorna nel folto della vegetazione. Durante il
giorno preferisce restare nascosto a ruminare nella boscaglia, in zone ombreggiate.
Comportamento sociale
Il cervo è un animale sociale. La composizione dei branchi non è
fissa e varia a seconda della stagione. I gruppi più numerosi si formano in inverno fino
alla migrazione primaverile oppure durante il periodo degli amori, mentre in estate i
gruppi che si osservano con maggiore frequenza sono composti da 1 o 2 femmine accompagnate
dalla femmina dell`anno precedente e dai piccoli dell`anno. In questo periodo è pure
possibile osservare piccoli gruppi di soli maschi.
Comportamento sessuale
La stagione riproduttiva inizia dopo la metà di settembre con il
periodo degli amori. I maschi sono particolarmente attivi per impossessarsi e mantenere un
branco di femmine. Essi dimostrano la loro forza e imponenza con bramiti, con un
comportamento e un`andatura imponente e con lo sfregamento di alberi e rami con le corna.
Il collo si gonfia e si copre di lunghi peli che formano la criniera. Generalmente queste
forme di dimostrazione di forza sono sufficienti per intimidire e allontanare il rivale.
Se ciò non è il caso, dopo un certo numero di atteggiamenti ritualizzati, si arriva al
combattimento che raramente provoca ferimenti nei contendenti. È durante questo periodo
che i maschi non toccano praticamente cibo ( un maschio dominante può perdere dai 15 ai
20 Kg di peso), e i sensi più sviluppati (udito e odorato) sono acuti.

Dopo un periodo di gestazione di 33 - 34 settimane, nel mese di
giugno la femmina partorisce di regola un solo piccolo. Durante il parto e le prime due
settimane dell`allattamento si isola generalmente dal gruppo e rimane in luoghi
tranquilli. Come nel capriolo il piccolo rimane nascosto e la madre lo raggiunge più
volte al giorno per allattarlo. Il mantello del cerbiatto alla nascita è punteggiato e
risulta particolarmente mimetico. La punteggiatura può già scomparire in autunno
(all`inizio della stagione venatoria). Il cerbiatto rimane con la madre durante l`inverno
e sovente le femmine seguono la madre anche l`anno seguente. I giovani maschi si
riuniscono invece in gruppi. Le femmine possono già essere coperte ad un anno e mezzo di
età ed avere dunque il loro primo piccolo a due anni Da notare come le parti avvengono di
regola dopo la migrazione primaverile, ciò risparmia al piccolo appena nato la fatica
dovuta allo spostamento e nel contempo offre alla femmina allattante cebo ricco di
sostanze nutritive rappresentato dai germogli.

Dinamica delle popolazioni
La dinamica della popolazione di cervi in Ticino è caratterizzata
da un`espanzione degli effettivi, sia dal punto di vista dell`occupazione di nuovi
territori sia come aumento numerico in determinate zone. La popolazione nelle valli di
Blenio, Leventina e Bedretto viene seguita con conteggi primaverili, effettuati con
l`ausilio di fari mobili. In questo periodo i cervi sono ancora raggruppati e concentrati
nei prati a medie e basse altitudini. Si può quindi desumere che si riesca a vedere una
buona parte della popolazione. Queste uscite notturne hanno permesso di avvistare in una
sola notte (1993), 944 cervi (672 in Leventina e 272 in Blenio). La cifra reale in queste
due valli sarà dunque più elevata e si calcola che agli effettivi osservati bisogna
aggiungere una percentuale di capi (dal 20 al 40%) che a causa della topografia della zona
non hanno potuto essere osservati. Il rapporto fra i sessi è in generale in favore delle
femmine (1 : 1.5-3) e la differenza viene maggiormente accentuata da un prelievo venatorio
disproporzionato che predilige l`abbattimento del cervo maschio. Le femmine possono
partorire la prima volta a due anni, di regola hanno un piccolo ogni anno e possono
riprodursi con successo fino a 10 anni. Per il cervo si calcola un
incremento annuo del 30% rispetto agli effettivi primaverili della popolazione.
Relazioni inter specifiche
Il cervo nel nostro Cantone non ha praticamente nessun nemico
naturale e determinante risulta quindi il prelievo venatorio. La mortalità è
generalmente causata da incidenti, con auto o treni, nel periodo invernale o primaverile.
Grazie ai loro movimenti migratori e alla loro forza raramente hanno problemi a causa
delle nevicate.

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