
Particolarità morfologiche e fisiologiche
L`organo di senso più sviluppato è l`olfato seguito dall`udito,
pure molto fine. La vista è invece debole, tipica di un mammifero attivo al crepuscolo e
di notte. Si deve inoltre aggiungere una capacità, non del tutto indifferente, di
prevedere determinate situazioni, soprattutto quelle di pericolo: distingue per esempio
senza difficoltà il passo di un semplice escursionista o il lavoro di un boscaiolo dal
passo e dalla maniera di muoversi di un cacciatore.
Il cinghiale è onnivoro e la sua dieta è costituita da alimenti
vegetali, sia (in misura minore) animali. Appartiene al sottordine dei non ruminanti; il
suo stomaco è dunque semplice e la dentatura è poco specializzata. È difficile fare una
lista esaustiva del suo nutrimento che si compone principalmente di ghiande e faggiole (in
Ticino soprattutto castagne); ma comprende anche ad esempio: erba (soprattutto
graminacee); radici, tuberi e bulbi selvatici; larve e insetti; molluschi e lombrichi;
carogne; talvolta anche anfibi; rettili, uccelli e piccoli mammiferi. Nella sua diete non
disdegna neppure le colture approfittando spesso di mais e altri cereali, frutti di vario
genere, patate, uva e di tutta una serie di leccornie che egli trova arando i prati e gli
alpeggi.
Il piede comprende due dita munite di zoccoli e dietro altre due
dita più ridotte che talvolta rimangono pure sulla traccia. Sovente gli animali si
muovono al trotto.

I suoni emessi sono molto simili a quelli emessi dai maiali e sono
prodotti in diverse occasioni, sia dai giovani che dagli adulti.
Ecologia
Utilizzazione e occupazione dello spazio
In base a studi condotti in Francia nella zona collinare e in
Toscana, il dominio vitale di un maschio adulto si aggira fra i 5/7 kmq, mentre quello di
una femmina tra 1.5/4 kmq. Quest`ultimo si riduce fino a raggiungere i 50 - 100 mq nel
periodo del parto.
All`interno del suo spazio vitale si possono riconoscere vari segni
della sua presenza. Abbiamo ad es. la lestra, giaciglio dove l`animale
trascorre le ore diurne; l`insoglio, punto dove va ad infangarsi per
liberarsi dei parassiti e per termoregolarsi durante l`estate; il trottoio,
evidente sentiero lasciato dal continuo passaggio; la gruffolata, scavo
d`alimentazione, superficiale o in profondità; o ancora l`albero sfregato:
si distinguono quelli in prossimità degli insogli usati per togliersi il fango e quelli
isolati, quasi sempre conifere, usati per cospargersi di resina e per indurire il pelo in
dista dei combattimenti tra maschi nei periodi degli amori.
Utilizzazione del tempo
L`attività del cinghiale si svolge in maniera quasi ininterrotta
durante la notte. Un ritmo di attività differente è stato osservato nelle femmine
durante le settimane successive al parto, allorché sono attive per brevi periodi
sull`arco delle 24 ore. Studi fatti con l`uso della radio telemetria hanno permesso di
mettere in evidenza che più del 50% del tempo viene trascorso a riposo. Il resto è
ripartito fra movimento (meno del 25%) e alimentazione.
Comportamento sociale
Nella dinamica sociale del gruppo, importante è il ruolo della
scrofa o femmina trainante. La struttura sociale è di tipo matriarcale: i gruppi sono
formati dalla scrofa e dalla prole dell`anno e da individui subadulti fino all`età di
16/18 mesi. I maschi a partire da 2 anni, vivono solitari e si uniscono alla femmina solo
per l`accoppiamento. La figura della femmina trainante è perciò molto importante, tale
che l`elliminazione di questo individuo provoca un crollo nella gerarchia e nei ruoli del
gruppo. Questo causa un disgregamento del gruppo stesso e favorisce spostamenti e fenomeni
migratori incontrollati. Più l`individuo è giovane e meno importante è il suo ruolo
sociale all`interno del gruppo.
Comportamento sessuale
La capacità riproduttiva sia nei maschi che nelle femmine è
raggiunta attorno ai 16/18 mesi. Tuttavia le femmine vengono di regola coperte a 2 anni e
i maschi raggiungono la piena maturità sessuale a 4/5 anni. I maschi coprono le femmine
principalmente nei mesi invernali, da dicembre a febbraio, ed eccezionalmente anche al
difuori di questo periodo. Dopo una gestazione di 110/140 giorni le femmine si isolano dal
gruppo e partoriscono i piccoli in un nido al quale rimangono legati le prime due
settimane. Alla nascita i piccoli pesano circa 750 gr. In media ne nascono 4/5 per femmina
considerando che al primo parto una femmina ne mette alla luce solo 2/3, mentre una scrofa
adulta può partorirne anche 10, ma allevarne solo 8 visto il numero di capezzoli
limitato. I piccoli una volta abbandonato il nido, seguono la madre alla ricerca del cibo
e si riuniscono al gruppo. In generale le femmine partoriscono una sola volta all`anno. I
primi ad allontanarsi dal gruppo, durante il periodo invernale, sono i giovani maschi,
mentre le giovani femmine rimangono nel gruppo materno.
Dinamica delle popolazioni
La stima degli effettivi delle popolazioni è particolarmente
difficile e raramente si ottengono dei risultati attendibili, sia utilizzando metodi
diretti, quali conteggi o catture, sia metodi indiretti, quali conteggio delle tracce, dei
luoghi di riposo, ecc. Sicuramente la maturità sessuale precoce, la forte fecondità e
talvolta la possibilità di avere due nidiate nel corso dell`anno fanno si che gli
effettivi di questa specie, in condizioni ideali, possa svilupparsi in maniera molto
rapida e subire fluttuazioni annuali anche molto importanti. Una parte delle variazioni
stagionali sono poi dovute a movimenti locali di migrazione, causati talvolta
dall`attività venatoria. Attualmente non si hanno dei metodi soddisfacenti per descrivere
la composizione di una popolazione di cinghiali; sembra tuttavia che il rapporto fra i
sessi sia abbastanza equilibrato. Il cinghiale può vivere in cattività fino a 30 anni ma
l`età media è di molto inferiore. Particolarmente alta è la mortalità nei primi mesi
di vita. Si calcola che meno del 10% dei nati supera i 3 anni di vita.
Relazioni interspecifiche
Il cinghiale adulto non ha predatori naturali e l`attività
venatoria rimane il principale fattore di prelievo. Interazioni possono avvenire con altre
specie della medesima taglia con le quali non ha comunque una competizione attiva. Alcuni
studi hanno messo in evidenza la sua predazione su uova di Tetraonidi (in particolare
gallo cedrone), con potenziali ripercussioni sulla dinamica di popolazione di queste
specie; e su piccoli di capriolo o lepre.