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Effettivi della selvaggina
 

Il forte influsso dell`uomo sulla natura e il forte squilibrio che egli spesso crea con i suoi interventi, rende necessario un controllo dell`evoluzione della selvaggina sul territorio allo scopo di mantenere popolazioni sane ed effettivi ben distribuiti su tutta la superficie potenzialmente abitabile delle specie.

Importante è dunque conoscere la distribuzione e il numero degli animali di una determinata specie. In seguito, per delle zone campione è interessante conoscere la loro composizione sociale, la struttura di età, il tasso di riproduzione, gli spostamenti, ecc., in modo da poter seguire a lungo termine la dinamica di popolazione.

L`effettivo di una popolazione può essere stimato utilizzando i conteggi diretti, le statistiche della caccia, la mortalità (incidenti stradali, mortalità invernale) o i metodi indiretti, ad esempio il conteggio dei nidi, l`analisi delle tracce, ecc. Non per tutte le specie questi procedimenti sono fattibili e permettono di ottenere buoni risultati. Nel caso del cinghiale ad esempio la stima degli effettivi è molto problematica. Di particolare interesse risulta il controllo per le specie minacciate o per le specie il cui aumento numerico sproporzionato potrebbe creare dei danni. In diretto rapporto con l`effettivo c'è il concetto di densità di popolazione. Con questo termine si intende il numero di animali per unità di superficie (ad esempio cervi/kmq). Questi valori sono sovente difficili da calcolare in quanto è difficile definire la superficie di riferimento. Sovente per la selvaggina del Cantone è più pratico effettuare conteggi fissi su determinate aree e paragonarle di anno in anno per determinare la tendenza degli effettivi ( in aumento, in diminuzione o stabile) piuttosto che voler indicare cifre di densità.

Altri punti importanti nello studio della dinamica di popolazioni di animali selvatici sono la crescita, le perdite, il tasso di riproduzione e quello di mortalità.

La crescita corrisponde al numero dei piccoli che sono sopravvissuti al primo inverno. La crescita iniziale di una popolazione, che sta colonizzando un nuovo territorio, è in generale rapida in quanto ogni animale ha a disposizione condizioni di vita ottimali. Una popolazione si sviluppa comunque entro i limiti delle capacità dell`habitat in cui vive e non cresce all`infinito. Concorrenza, disponibilità alimentari, malattie, disturbo fra consimili, dispersione, ecc. sono tutti fattori che contribuiscono a far si che la popolazione si adatti alle capacità di occupazione dell`habitat. Questa regolazione degli effettivi attraverso il rapporto densità - offerta alimentare la si nota in modo particolare negli Ungulati. Nel caso della selvaggina di piccole dimensioni (ad es. lepre) e in particolare di quella di piuma (ad es. Tetraonidi) la regolazione degli effettivi o le loro fluttuazioni di densità dipendono generalmente da fattori ambientali (clima).

bulletIl tasso di crescita mette in relazione il numero dei piccoli con il numero delle femmine presenti o con l`intera popolazione primaverile.
bulletLe perdite corrispondono al numero di animali, oltre l`anno di età, che sono morti nell`arco di 12 mesi.
bulletIl tasso di mortalità mette in relazione il numero di perdite con l`effettivo primaverile della popolazione.

Molto importante risulta pure individuare le cause che fanno fluttuare sia il tasso di crescita sia quello di mortalità. Prendendo l`esempio dei piccoli degli ungulati, le cause di mortalità sono rappresentate dalla predazione, dalle condizioni atmosferiche, dalle malattie, ecc. Per il capriolo importante è la mortalità causata dai macchinari agricoli o dalla presenza di cani randagi.

Per gli adulti le cause di mortalità sono collegate in primo luogo all`attività venatoria; inoltre bisogna calcolare le perdite invernali, dovute alle condizioni atmosferiche o dalla mancanza di nutrimento; gli incidenti stradali e ferroviari, in particolare per cervo e capriolo ed eventuali malattie.

Sommando tutte le differenti cause di mortalità, per talune specie la caccia non figura al primo posto; i prelievi venatori devono comunque adattarsi alle caratteristiche della popolazione. Il cacciatore può effettuare prelievi dal patrimonio faunistico a patto che non incida sulla consistenza e sulla conservazione degli effettivi. Altro punto importante nella regolazione degli effettivi è la dispersione di individui al di fuori del territorio natale. I movimenti sono da annoverare tra i fattori che aiutano a regolare la densità di una popolazione. In generale sono sempre i giovani (dapprima i maschi) ad abbandonare il territorio materno e questo ha potuto essere osservato in diverse specie sia di uccelli che di mammiferi.

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Nel contesto della politica venatoria è importante il rapporto fra i sessi. Infatti la tendenza alla ricerca del trofeo e alla cattura dell`animale più grosso (maschi adulti) porta sovente degli scompensi nelle popolazioni. In natura avviene di solito il contrario in quanto la predazione avviene soprattutto sui giovani, più deboli e indifesi, su animali malati o con difetti di sviluppo e sui vecchi. La selezione naturale favorisce dunque gli animali sani, forti e in buone condizioni fisiche. Quando questi sono pronti per la riproduzione e per giocare un ruolo importante nella struttura sociale della popolazione devono essere tutelati da un prelievo venatorio troppo elevato. Una giusta ripartizione delle catture in base al sesso e all`età è dunque di vitale importanza per il mantenimento di una popolazione sana.

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