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La caccia e l`uomo
Prima di procedere all`esame dell`etica venatoria, appare doveroso soffermarsi a meditare sul significato della caccia, in quanto la sua etica sta in relazione al concetto della caccia e di quanto connesso. Quanti al sentire la parola caccia già vedono stagliarsi all`orizzonte la figura di un uomo armato di fucile pronto a sparare su qualsiasi muovere di foglia.  Tale immagine istantanea è frutto di mancata meditazione di quanto la caccia rappresenta o puo`rappresentare. Cacciare è un fatto naturale, per il quale un animale ne caccia un altro di ordine inferiore, per impossessarsene e farlo suo e per cibarsene nella maggior parte dei casi.  È il grande ciclo della natura, per il quale la specie superiore caccia quella inferiore. La caccia non è quindi un agire riservato all`uomo, ma si addice prima di tutto agli animali, che passano la loro vita nell`attesa di essere cacciati o di cacciare.    La  caccia trasferita nel mondo degli uomini, i quali svolgono parecchie attività, è il proseguimento di un animale per impossessarsene e disporne. L`uccisione non fa necessariamente parte della caccia, poiché non sono pochi gli animali che vengono cacciati e catturati vivi. L`uomo dell`età della pietra conobbe un mondo primitivo, nel quale dovette superare non poche difficoltà per sopravvivere. Dalle esperienze fatte egli ricavò conoscenze e insegnamenti che lo indussero a osservare determinati modi di comportarsi, validi per se stesso e per le persone con le quali viveva, e che vennero col tempo uniformati e osservati da tutti. È quanto venne denominato costume e tradizione La caccia è praticamente nata con l`uomo, che ne fece ampio uso per soddisfare le proprie esigenze di sostentamento, modificandosi nel decorrere del tempo, mantenendo intatti quei capisaldi della sua essenza:"cacciare un animale per impossessarsene e disporne".  Questo è il concetto fondamentale dell`esercizio venatorio che nella sua applicazione presenta modi diversi di attuazione , a dipendenza di luoghi, tempi, genere di selvaggina ecc. Del resto, cacciare e impossessarsi sono azioni che rispondono a inclinazioni dell`essere umano, quasi istintive, che riflettono tendenze ancestrali che si risvegliano e degenerano se non vi rimedia la ragione. Se rivolgiamo lo sguardo al passato, nella ricerca di un fatto che confermi l`antichità della caccia e la sua considerazione nel mondo degli uomini, rileviamo che l`attività venatoria è indirettamente menzionata in uno dei più antichi scritti, la Bibbia, che nel capitolo della Genesi cita Nimrod, pronipote di Noè, come il primo uomo potente sulla terra e lo descrive gran cacciatore al cospetto di Dio. Noi non sappiamo cosa Nimrod abbia fatto nella caccia, ma tale sua qualità ci dice che la caccia era apprezzata e ritenuta importante. Non per nulla si è scritto parecchio sull`Ars Venandi, l`arte venatoria.                                                       

 

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