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La cherato-congiuntivite
 

Cherato-congiuntivite = Cerato-conjunctivitis infectiosa dei camosci

La causa della malattia sono i batteri, il Mycoplasma conyunktivae (Svizzera) e i Clamydien in Italia. Questi organismi fanno i primi danni agli occhi e ai polmoni e preparano il terreno per l`attacco di altri batteri.

Le principali specie ricettive sono il camoscio ma anche le pecore (si ammalano in modo meno grave e possono quindi essere più facilmente portatrici della malattia), le capre e gli stambecchi possono essere attaccati dalla malattia.

Sintomi clinici

bulletIl tempo di incubazione della malattia è di 1-2 giorni.
bulletLa durata della malattia varia da 1-2 mesi. Non è ancora chiaro se esistono animali sani che fungono solo da portatori della malattia.
bulletLa luce solare influisce negativamente sulla malattia, senza la sua influenza appaiono solo delle leggere modificazioni agli occhi. La malattia viene dunque osservata dopo periodi prolungati di bel tempo. Gli animali deboli, gruppi molto grossi, animali vecchi o giovani (piccoli dell`anno e anzelli) e femmine allattanti possono contrarla più facilmente.
bulletLa malattia si sviluppa come un`infezione, da cronica ad acuta, degli occhi e dei polmoni, che può portare ad una cecità permanente ed anche alla morte.

Ciclo della malattia (constatato con esperimenti in recinti)

bulletDopo 1-2 giorni rigonfiamento degli occhi.
bulletDopo 3 giorni: leggero ma chiaro flusso di lacrime nell`occhio attaccato. Rigonfiamento nell`altro occhio.
bulletDopo 4 giorni: formazione di una macchia biancastra nella cornea che si estende a partire dalla parte centrale dell`occhio e diventa sempre più intensa. Il flusso di lacrime diventa sempre più intenso e denso. Si forma un passaggio per i secreti lungo le guance che risulta ben visibile su ambo i lati del viso.
bulletDopo 5 giorni: disturbi generali. Gli animali si siedono e sono generalmente poco attivi. Questo stato dura 1-2 giorni. Gli occhi sono bianchi. Gli animali ci vedono molto poco ma si possono ancora si possono ancora muovere più o meno normalmente.
bulletDopo 11 fino a 12 giorni: cecità completa. Gli animali sono in cattivo stato, si muovono in cerchio e talvolta cadono a terra.
bulletLa malattia può avere un decorso benigno oppure maligno:
bulletDecorso benigno: dopo 15 giorni: schiarimento della cornea nella sua parte esterna (la cecità totale dura solo da 2 a 3 giorni). Adesso gli animali vedono a sufficienza per poter orientarsi e i movimenti diventano più o meno normali. La guarigione è progressiva ed è finita a circa 60 giorni. L`occhio smette di piangere, si riformano i vasi sanguigni. Dal 60 al 80% dei casi si arriva ad una completa guarigione.
bulletDecorso maligno: talvolta degli ascessi possono rompere la cornea dell`occhio cosicché il liquido fra la retina e la cornea fuori esce. In questo caso, perdita del cristallino, si può avere una cecità totale e irreversibile. In individui giovani e deboli si possono avere anche delle infezioni ai polmoni che portano alla morte.

Misure di lotta

bulletUccisione dei camosci: è ragionevole solo l`elliminazione di individui deboli o di quelli dove l`occhio è uscito. Per arginare l`epidemia si dovrebbe eliminare tutto il gruppo cosa che è difficilmente attuabile. Animali che hanno contratto la malattia e sono guariti sono in seguito immuni per un certo tempo e sono quindi da preservare. Importante è che un gruppo malato venga lasciato tranquillo, in particolare non bisogna favorire gli spostamenti.
bulletSe si catturano animali malati vivi sono da mettere in una stalla con poca luce. Generalmente prendono subito a mangiare e a bere. Dei trattamenti con impacchi di salvia non portano a molto, mentre è invece da consigliare una cura contro i vermi.
bulletPecore o capre malate sono da levare dagli alpi in quanto la malattia può essere trasmessa alla selvaggina. Visto che capre e pecore hanno in parte gli stessi parassiti dei camosci, a questa deve essere fatta una cura vermifuga prima di salire sugli alpi.
bulletGrossi gruppi di camosci sono più sensibili alla malattia. Questi gruppi sono quindi da ridurre con l`uccisione di animali troppo vecchi o deboli. In particolare eliminare gli animali che tossiscono.
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