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La politica venatoria
 

 

Lo Stato che della caccia ha fatto una regalia, si è assunto il compito di regolare l`esercizio venatorio. Non vi è perciò motivo di meraviglia se con la risoluzione N° 6418 del 4 settembre 1974 il Consiglio di Stato fissò le concezioni direttrici per una politica venatoria, accettate poi da entrambe le federazioni cantonali di caccia esistenti nel Cantone. Lo Stato che amministra la regalia della caccia, concretizzo così la diretta conduzione dell`esercizio venatorio, tenendo conto delle esigenze di quel momento con lo sguardo rivolto al futuro. Occorre ammettere che i responsabili del settore hanno messo in evidenza quello scopo che l`ultima legge federale perseguì quando pose al centro dell`attività statale la protezione degli ambienti naturali della fauna. In un momento nel quale il mondo venatorio ticinese risentiva delle disposizioni federali in urto con certe tradizioni venatorie del Cantone, lo Stato ritenne di fare il punto della situazione, mettendo innanzitutto in evidenza che il diritto di cacciare è di pertinenza dello Stato e non un diritto soggettivo del cittadino, mentre è compito determinante delle associazioni venatorie di formare una mentalità per una conoscenza e una pratica venatoria corretta, sia a livello individuale, sia a livello collettivo. Ciò non può che riferirsi all`etica venatoria, per la quale fa stato una mentalità di partenza, come abbiamo accennato, riferendo sulla applicazione di tale etica verso se stessi. Le concezioni direttrici per una politica venatoria hanno conservato il loro valore e sono da aggiornare tenendo conto dei nuovi indirizzi federali e cantonali in materia di caccia.

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