Una volta assicurata la presenza della selvaggina sul nostro territorio
bisogna anche fare in modo che possa svilupparsi e vivere entrando il meno possibile in
conflitto con le attività umane che sono una delle principali cause di disturbo e di
perdite. Una lista esaustiva di queste cause o degli accorgimenti che favoriscono la
presenza dei selvatici sarebbe sicuramente complessa. Ci limiteremo dunque a presentare
alcuni fattori ai quali bisogna prestare attenzione.
Di notevole importanza sono i disturbi durante le fasi più delicate della vita
dell`animale e qui pensiamo in modo particolare al periodo invernale e a quello
riproduttivo. Durante l`inverno devono essere limitate tutte le attività che costringono
l`animale a muoversi inutilmente, causandogli una notevole perdita di energia o di calore.
Le corse nella neve sono particolarmente dispendiose per gli ungulati. Il disturbo di un
fagiano di monte rifugiatosi in una buca crea pure un notevole dispendio energetico.
Questi tipi di disturbi vengono causati ad esempio dallo sci alpino fuori pista e
in parte anche dallo sci di fondo. Anche un normale escursionista dovrebbe essere
particolarmente attento a non avvicinarsi troppo alla selvaggina e a non creare inutili
disturbi. L`uso di un binocolo per le osservazioni, oltre a non spaventare l`animale,
permette di seguirlo nella sua attività quotidiana.

Tra i fattori di disturbo che hanno preso piede recentemente
possiamo anche contare i parapendii. L`apparizione improvvisa di un
oggetto in cielo a distanza ravvicinata può incitare la fuga di camosci con conseguente
spreco energetico. Recentemente anche l`uso sconsiderato delle motoslitte,
al di fuori delle strade permesse, crea notevoli disagi per la selvaggina.
I caprioli sono particolarmente soggetti ai disturbi durante il
periodo riproduttivo. In questo caso possiamo citare l`attività agricola con lo sfalcio
del fieno che causa una notevole perdita di piccoli. Il problema dei cani di
qualsiasi specie, lasciati liberi e non sotto il controllo del padrone, crea grossi
problemi durante tutto l`anno ma soprattutto durante la gravidanza e la nascita dei
piccoli. Femmine gravide costrette a correre rischiano di abortire, inoltre sovente i
piccoli vengono aggrediti o uccisi da cani. Durante tutto l`anno, ma soprattutto in
primavera e in inverno, per gli ungulati esiste il pericolo degli incidenti stradali. I
conducenti devono essere consapevoli della presenza di ungulati lungo le strade, in
particolare laddove quest`ultime sono costeggiate da prati e campi. La moderazione della
velocità in questi luoghi è importante sia nell`interesse della selvaggina che
dell`automobilista stesso. Altro fattore importante per la tutela della selvaggina è il
mantenimento di un ambiente variato e consono alle esigenze dell`animale. Risulta ad
esempio importante la presenza di strisce di terreno non falciate, nelle quali gli animali
o gli uccelli possano rifugiarsi; la posa di siepi che forniscano allo stesso tempo
protezione e nutrimento o ad esempio la posticipazione di determinati lavori agricoli in
modo di lasciare dei resti di vegetazione sul terreno.
Il foraggiamento non è una pratica molto sviluppata nel Cantone
Ticino. Vista la notevole compenetrazione delle vallate nell`arco alpino, gli ungulati
hanno la possibilità di effettuare spostamenti verticali che permettono loro di portarsi
ad altitudini meno elevate in caso di forti nevicate. Il foraggiamento invernale
sfavorisce la selezione in quanto da la possibilità anche ai capi più deboli di
sopravvivere e inoltre può causare una concentrazione della selvaggina con possibili
ripercussioni negative sulla vegetazione o il terreno. In casi eccezionali sono comunque
previste, ad esempio nell`alta Leventina, delle operazioni di foraggiamento, in
particolare per i caprioli.

L`evoluzione futura della selvaggina e di riflesso dell`attività
venatoria dipenderà da come saremo in grado di difendere e valorizzare gli spazi vitali,
dalla corretta gestione del patrimonio faunistico, nonché dal rispetto delle norme
legislative in materia di caccia. Sarà inoltre necessaria una collaborazione responsabile
tra gli organi cantonali competenti, i cacciatori, i forestali, i contadini, i protettori
della natura e tutti quegli enti a cui sta a cuore la salvaguardia del nostro territorio.
