| Le possibilità di intervento nella cura di singoli animali selvatici malati o
feriti sono molto limitate per evidenti motivi di ordine pratico (difficoltà nella
cattura, nel trasporto, nel soggiorno ecc.) e finanziario (l`obiettivo non giustifica i
mezzi). Gli interventi sono quindi prevalentemente indirizzati sulla popolazione e su
campagne sanitarie generalizzate, come nel caso della lotta contro la rabbia silvestre. La
salvaguardia della salute degli animali selvatici deve in ogni caso basarsi sulla
prevenzione e sulla gestione degli effettivi che deve essere in equilibrio con l`ambiente
a loro disposizione.
La prevenzione interessa intere popolazioni e non singoli animali:
 | vaccinazione: le campagne di vaccinazione contro la rabbia delle volpi
rappresentano solo un esempio di azione preventiva finora attuata su vasta scala nella
selvaggina; |
 | attività venatoria: il mantenimento di una popolazione in equilibrio con le
risorse foraggiare dell`habitat costituisce una misura preventiva di enorme importanza. In
particolare, una bassa densità della popolazione rende meno frequenti le interazioni tra
animali e la diffusione delle malattie per contatto diretto (rabbia, rogna); |
 | conservazione di un`habitat rispettoso delle esigenze degli animali selvatici;
limitazione dell`ambiente costruito e del traffico; depurazione dell`acqua e mantenimento
di un sufficiente deflusso nei corsi d`acqua; agricoltura biologica o integrata, senza o
con un minimo di concimi di sintesi o pesticidi; ecc. |
Descriviamo ora alcune malattie importanti causate da virus (la
rabbia e la mixomatosi) da batteri (la cherato-congiuntivite), da endoparassiti
(la trichinella e la coccidiosi) o da ectoparassiti (la scabbia o rogna) |