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La caccia rappresentò un`attività per l`uomo, che nell`età della pietra aveva
lavorato il sasso, facendone utensili che gli permisero di tagliare e di trattare le prede
uccise e catturate, trovando nella caccia una fonte di sostentamento. Graffiti e dipinti
venuti alla luce ci indicano il rapporto uomo - caccia - animale. Con l`avvento
dell`agricoltura, la caccia perdette una parte della sua importanza,ma continuò a essere
esercitata con contenuti nuovi e forme diverse e fu condizionata dalle situazioni
politiche e sociali. Da questo momento essa diventa storia che siamo in grado di seguire.
Vediamo come la caccia diventa un privilegio della nobiltà e espressione di potere.
Questo suo perdurare nel tempo è la dimostrazione di come la caccia sia diventata una
seconda natura dell`uomo, il quale vi trova, oltre che un certo interesse materiale, un
mezzo per soddisfare certe sue inclinazioni. Cosi si giunse a riservarla al sovrano e ai
nobili, e talvolta, ai dignitari ecclesiastici di ordine superiore. La definizione di
caccia alta e di caccia bassa non si riferisce all`altitudine, bensì indica la
distinzione che veniva fatta per la caccia alla selvaggina grossa e di un certo interesse
materiale, che era riservata al sovrano e ai nobili, e la caccia detta bassa, che
concerneva la selvaggina minuta e di minor valore, che il popolo poteva cacciare. Tale
istituzione divenne norma nel Medioevo quando la società ricevette una forte impronta
gerarchica. Nella caccia i nobili potevano dimostrare il loro coraggio con una messinscena
fatta di rudezza e mondanità. Del resto, non è inopportuno ricordare che ai tempi degli
assiri e degli egizi era in auge la caccia al leone con la lancia, come ne riferiscono
certi bassorilievi assiri e dipinti egizi.
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